ThreeChess, come giocare a scacchi in tre

Lo stato iniziale degli scacchi a tre

Lo stato iniziale degli scacchi a tre

Oggi si parla di scacchi. Ma al posto i soliti che tutti conosciamo, parlerò di una variante che permette di giocare in tre persone sullo stesso campo.

Premetto che non sono un giocatore di scacchi, conosco appena le regole di base e le poche partite che ho provato a fare mi hanno sempre annoiato. Però piacciono molto a mio padre, che si è sempre lamentato di non potere giocare con me.

Le scacchiere nel mercatino a Budapest

Le scacchiere nel mercatino a Budapest

Il tutto nasce da una vacanza che facemmo un po’ di anni fa a Budapest dove, tra i vari mercatini turistici, vedemmo delle strane scacchiere dalla forma esagonale e con tre schieramenti di pedine. Gli scattammo qualche foto per memorizzare l’originalità e poi finì lì. Fino a qualche mese fa, quando mio padre scoprì un circolo di scacchi non troppo distante da casa. L’idea della scacchiera a tre quindi tornò in mente.

Visto l’avvicinarsi del Natale 2013 ho allora pensato a questa strana scacchiera per fare un regalo un po’ originale e fuori dagli schemi. Non riuscendo però a trovarla in negozio (nemmeno cercando online) ho contattato un amico artigiano molto bravo nel lavorare il legno e, partendo dalle foto, abbiamo fatto un bel progetto che è poi diventato un regalo veramente gradito.

Lo scopo di questo articolo è di radunare tutto il lavoro che ho fatto in modo da semplificare la vita a chi volesse buttarsi in questa variante del gioco degli scacchi.

La progettazione

Una possibile partita a ThreeChess

Una possibile partita a ThreeChess

La parte più complicata è stato il ricreare la tassellatura della scacchiera. Per farlo ho usato un programma di grafica vettoriale (più precisamente Inkscape) ed una buona dose di pazienza. Motivo per cui lascio qui liberamente scaricabile il file svg (un formato vettoriale che permette di ingrandire l’immagine quanto si vuole senza perdere di dettaglio) e, per comodità, anche un pdf che contiene quattro fogli che, una volta stampati ed incollati, permettono di avere un campo da gioco grande abbastanza per delle pedine di dimensioni medie.

La costruzione

Qua purtroppo non posso dire molto visto che la maggior parte del lavoro è stato fatto dal mio amico. So che quello che gli ha creato più problemi è stato verniciare le caselle. Da quel che mi ha detto ha prima dato una mano di impregnante protettivo su tutta la superficie, ha quindi ricalcato la quadrettatura dalla stampa precedente su un foglio trasparente adesivo che ha poi incollato sul legno. Con un taglierino (e molta pazienza, aggiungo io) ha tagliato e rimosso le caselle da annerire creando una maschera per verniciarle a spruzzo.

Vano pedine nel retro della scacchiera

Vano pedine nel retro della scacchiera

Ha poi dato una buona dose di professionalità l’aver fatto la scacchiera richiudibile con un vano per riporre le pedine.

Per le pedine invece ho semplicemente comprato due scacchiere in plastica di quelle economiche e ho verniciato di rosso uno schieramento. Sarebbe stato bello trovare qualcosa di più raffinato, mi sono ripromesso di comprare un bel set in legno se dovessi trovarlo in un mercatino.

Le regole

La scacchiera una volta chiusa

La scacchiera una volta chiusa

Di questo problema ce ne siamo accorti a regalo scartato: non è proprio intuitivo capire quali siano le regole quando ci scontra su uno stesso campo contro altri due giocatori. Ho quindi fatto un buon lavoro di ricerca su internet per scoprire quello che già immaginavo: non esistono delle regole standard per questa variante.

Volendo però completare il regalo, mi sono accorto che non potevo semplicemente dare una serie di siti internet (tra cui qualcuno in inglese) a mio padre. Ho quindi deciso di fare un lavoro di riassunto e traduzione, che ha portato alla stesura di un bel libretto di istruzioni completo di figure esplicative di come cambiano i movimenti possibili una volta arrivati al centro della scacchiera.

Il materiale

Tutto questo lavoro è stato fatto per pura passione, mi pare quindi un peccato lasciarlo nascosto in casa mia. Motivo per cui lo rendo tutto liberamente scaricabile su questo sito applicando la licenza Licenza Creative Commons Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0.

Qui di seguito i download:

  • La scacchiera in 4 fogli A4;
  • Le istruzioni in formato A5;
  • Le istruzioni stampabili fronte e retro su A4 impaginate per fare un libretto;
  • I sorgenti, ovvero la scacchiera in svg ed il LaTeX delle istruzioni.

Aggiungo che se dovessi trovare questa pagina interessante, decidessi di modificare il mio lavoro o proponessi a me delle correzioni o migliorie, puoi semplicemente lasciare un commento nell’area qua sotto. Non costa nulla e mi farebbe felice 🙂

 

12 pensieri su “ThreeChess, come giocare a scacchi in tre

  1. domanda forse scontata..ci hai giocato? hai detto che lo scacchi normale ti annoia. la variante con tre giocatori è piu appassionante secondo te? Ti faccio queste domande perchè mi è capitata una storia simile. Sono andato a praga e ho trovato la scacchiera tra le bancarelle. Preso dall’entusiasmo ho decio di comprarla. Tuttavia non ci ho ancora giocato perchè è un regalo di natale e quindi mi tocca aspettare uff! son un bel po curioso!!

    • Ci ho fatto una partita di prova. La dinamica del gioco è sicuramente più complessa, soprattutto perché una volta arrivati al centro i movimenti possibili diventano veramente tanti. Specialmente per il cavallo, che una volta portato in zona può andare praticamente dove vuole. Anche l’alfiere si presta a giochi interessanti perché il suo percorso al centro si biforca. Mentre i pedoni sono già schierati metà contro un giocatore e metà contro l’altro, quindi per loro non fa molta differenza.
      Poi ovviamente, come ogni gioco dove hai due nemici, si assiste al crearsi di alleanze temporanee contro il più forte. Ed il gioco di alleanze diventa molto imprevedibile perché basta perdere un pezzo per cambiare completamente le carte in tavola.
      A mio parere quindi il gioco è anche un po’ più interessante. Poi un po’ per le difficoltà di trovare il terzo giocatore, e considerando anche che ora mi sono trasferito, non ho più avuto modo di giocarci.
      Non so poi se mio padre sia riuscito a farci qualche partita più seria, gli chiederò.

  2. Articolo molto interessante.

    Ho qualche dubbio sulle istruzioni:
    1) Alcuni movimenti del cavallo riportati in figura dove mi pare che si muova in linea retta rispetto alla posizione di partenza.

    2) Personalmente non userei la doppia dicitura: alfiere/fante (la seconda fa molto gioco di carte).
    3) Non mi è chiaro quando termina una partita visto che si parla di scacco matto con salto di turno e di cattura del Re.

    4) Sempre personalmente consiglierei il termine “Donna” a quello di regina per “assonanza” alla scacchiera classica dicendo che la Donna va posizionata sulla “D” del suo colore (chiaro è che il discorso salta per i “pezzi rossi”).

    Ciao ed ancora complimenti

    • Grazie per i commenti.

      1) È vero, quando il cavallo è vicino al centro le mosse diventano veramente strane. Pensa ai bordi che attraversi facendo la tipica mossa ad “L”: passi un lato, uno adiacente e poi uno opposto, oppure passi un lato, quello opposto ed infine uno adiacente. Il problema è che al centro il lato opposto è disallineato, quindi “raddrizza” in un certo senso alcune mosse (si vede bene in figura 2 quando il cavallo muove nella posizione più in basso: passa un lato ed arriva sulla casella bianca in basso a sinistra, poi passa il lato adiacente ed arriva sulla casella nera sotto ed infine passa il lato opposto per arrivare alla posizione finale)

      2) Grazie, li ho sempre usati come sinonimi, ma effettivamente ora che lo fai notare fante fa più gioco di carte.

      3) Il termine della partite è sinceramente una parte poco chiara, quello che ho fatto è stato radunare quello che ho trovato su vari siti. Nella versione “standard” la partita termina quando due giocatori sono sotto scacco (visto che chi è sotto scacco perde il turno). Il che crea delle dinamiche interessanti dato che potrebbe essere un vantaggio liberare un avversario dallo scacco per rompere il fronte d’attacco dell’altro avversario.

      4) Interessante, li ho sempre chiamati re e regina ed ho sempre avuto problemi a ricordare come andassero posizionati. Ma ancora, non sono un esperto, accetto il consiglio.

      Grazie ancora 🙂

      • Regina nera sul nero e Regina bianca sul bianco.
        Qui a Sydney è chiamata Queen. Onestamente dopo svariati tornei è la prima volta che sento che si chiami “donna”…ed ha anche la corona.

        • Effettivamente regina ha senso, tra la corona ed il fatto di essere a fianco del rè. Appena avrò un attimo di tempo vedrò di aggiornare il manuale. Più che altro per dargli una forma consistente ed essere sicuro di chiamare i pezzi sempre allo stesso modo.

  3. Gentilissimo Lorentz,
    sono Rino Brighenti ,appassionato per la lavorazione del Legno per hobby,
    quindi avendo letto il tuo articolo sulla scacchiera per tre giocatori,mi ha incuriosito,
    grazie ai tuoi disegni e istruzioni,ho costruito una scacchiera per tre giocatori con
    scacchi occorrenti,tutto in legno,ed alcune parti con legno pregiato.
    Devo dire che è stato abbastanza complesso,vorrei mandarti alcune foto se mi
    mandi l’indirizzo della posta elettronica, anche per avere un parere.
    In ogni modo auguro buone feste e un sincero nuovo Anno…
    Cordiali Saluti
    Rino Brighenti

  4. Ciao Lorenzo, son Fabrizio appassionato di scacchi.
    Mi hai delucidato un mondo quando ho letto il tuo articolo, ho trovato questa scacchiera per la prima volta su eBay e di sicuro la prenderò per dilettarmi con il mio vecchio e i miei nipoti.
    Una domanda sulle regole: l’Alfiere quando arriva al centro della scacchiera e decidere se andar a destra o a manca o viceversa, prosegue senza perder la mossa o si deve fermare e passar il turno?
    Diventano quasi incalcolabili.
    Grazie

    • Passando dal centro non si perde la mossa.
      Esatto, la difficoltà sta proprio che le mosse al centro diventano veramente tante. A mio parere, il cavallo è il più pericoloso in quella posizione, perché può andare un po’ ovunque.
      Il fatto di avere inoltre due fronti di guerra aiuta a creare equilibri molto instabili.
      Spero ti divertirai! Sarei felice di vedere qualche commento dopo le prime partite 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*