Non serve bruciare i libri…

Non serve bruciare i libri, basta fare in modo che la gente non li legga.

Questa bella citazione, di cui purtroppo non riesco a trovare l’autore, ritorna più volte nella mia testa in quest’ultimo periodo.

Cos’è alla fine un libro? Divulgazione, conoscenza, fantasia, sogno. Tutte cose che portano a pensare. Ovviamente c’è sempre distinguere tra libro e libro: ci sono quelli migliori e quelli peggiori, quelli che vale la pena leggere e quelli che ci si pente di avere letto. Una cosa però è costante: il libro va letto, bisogna fare uno sforzo per immergersi, per riuscire a seguirne il filo, bisogna immaginare quello che altrimenti rimane solo scritto. Non si può subire passivamente come un programma televisivo. Ma soprattutto, è molto più vario di un programma televisivo.

Con la televisione abbiamo un numero limitato di possibilità che vengono preconfezionate per piacere alla massa e come unica possibilità di scelta abbiamo un povero telecomando per combattere contro quello che ormai è un cassonetto di raccolta indifferenziata. Coi libri invece c’è tutta la scelta di questo mondo, basta fare la fatica di andare a cercarli, ma garantiscono intrattenimento ben oltre un’ora e mezza pubblicità inclusa.

Sia ben chiaro, non è che non mi piaccia un bel film di tanto in tanto, è solo che sto iniziando a scorporare l’idea di film dall’idea di TV. Le reti televisive nazionali sono sempre più prive di fantasia, ripetono a ruota quei programmi ormai privi di contenuti tra isole di sconosciuti e case piene di persone che è meglio non affibbiargli aggettivi. Cosa trasmettono questi programmi se non sogni di vana gloria o di soldi facili? Cosa mi rimane una volta che vedo un branco di burini litigare per scemenze?

E quelle poche volte che le televisioni si degnano di trasmettere un bel film, appena finita la sigla parte una decina di minuti di pubblicità. Non faccio nemmeno in tempo a sognare di essere a bordo di una navicella spaziale verso Tatooine che devo fare i conti con qualche detersivo nemico dello sporco o qualche pannolino in grado di assorbire un palloncino pieno d’acqua. Ma stiamo scherzando?

Un libro invece è un piacere diverso, ti accompagna per svariate sere, non è interrotto da pubblicità, fai in tempo a viverlo ed a sognarlo. In ultima istanza un libro ti apre la mente, verso orizzonti negativi alla peggio ma di sicuro la apre.

È quindi pericoloso? Molto probabilmente si, altrimenti non si spiegherebbero leggi come la famigerata anti-amazon. Non mi voglio sbilanciare troppo in conclusioni affrettate, preferisco esporre i fatti e lasciare trarre ad ognuno le proprie. Ma il testo di questa legge recita

Tale disciplina mira a contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione.

Bello promuoviamo il libro, la lettura e la diffusione della cultura! Ma come?

Il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio nazionale è liberamente fissato dall’editore […] È consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, […] con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato

Ma esiste veramente qualcuno che pensa di incentivare la lettura fissando un limite massimo agli sconti dei libri? Vorrei trovare questo genio per fargli i complimenti di persona.

Leggendo le interpretazioni si scopre che la legge è nata per limitare il problema è la concorrenza “sleale” fatta da grandi librerie online ai danni delle piccole librerie fisiche. Ma sarà veramente così? Dal 20/07/2011 in cui è stata approvata ho iniziato nuovamente a frequentare le librerie fisiche?
Ma proprio no! La mia fonte principale di libri rimangono i bei mercatini dell’usato, tanta scelta e non solo di best seller ma spesso di chicche dal passato ad un prezzo irrisorio. E quella volta che mi serve un libro preciso lo compro ancora online. I motivi dell’acquisto sono tanti: online i cataloghi sono decisamente più corposi, è quindi più facile trovare libri poco famosi; inoltre non rischio di andare in libreria, ordinarlo e poi passare tre volte perché tarda ad arrivare, quando è pronto arriva diretto a casa senza pensieri.

Cosa è cambiato quindi? Hanno ucciso la concorrenza! Se prima di quella malefica data compravo talvolta su ibs e talvolta su amazon in base a quale sito avesse il prezzo più basso, se prima mi era capitato di portarmi a casa dei libri ad uno sconto veramente alto perché in qualche promozione particolare, ora i libri in questi grandi negozi online sono tutti scontati del 15%. Il prezzo rimane comunque più basso di un negozio fisico e la comodità più alta. I piccoli negozi sono ancora impoveriti dalla concorrenza, ed i lettori non possono più comprare libri veramente scontati.

Arrivando all’assurdo che (siccome i prezzi sono scelti ciecamente dalle case editrici) ho trovato libri la cui edizione digitale costa di più di quella economica cartacea!

Cosa dire se non Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Che bello quando le favole erano scritte su libri per bambini e non sulla Costituzione Italiana.

Ci tengo a chiudere con un bel video, che descrive bene cosa i libri rappresentino per me:
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore

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