OnePlus One – Impressioni

Il vecchio HTC Wildfire a confronto col OnePlus ed il mio portafoglio

Il vecchio HTC Wildfire a confronto col OnePlus ed il mio portafoglio

Era da un po’ di tempo che volevo mandare in pensione il mio povero vecchio cellulare. Un fidato HTC Wildfire che ormai faticava troppo a far funzionare le applicazioni necessarie a definirlo uno smartphone.

L’avevo preso più per la curiosità di testare il sistema operativo del robottino e per capire cosa avessero di così smart questi nuovi cellulari, più che per reale necessità. Ma devo dire che ci ho fatto veramente in fretta l’abitudine. Purtroppo all’epoca il mercato era ancora agli inizi, i costi decisamente alti ed il mio stipendio decisamente basso. Avevo quindi optato per un modello di fascia bassa, cercando di rimanere però su una marca affermata.

Devo dire che non rimpiango la scelta fatta, ma purtroppo gli stringenti requisiti di economicità mi avevano portato a comprare un cellulare che è invecchiato decisamente troppo in fretta. Il display di risoluzione veramente bassa (QVGA), il processore di vecchia generazione (ARMv6) e la poca memoria, hanno fatto si che praticamente fin da subito ci fossero problemi con le applicazioni più pesanti. Sono riuscito a dargli una nuova botta di vita installando Cyanogenmod, ma rimaneva comunque un Android 2.3, e l’hardware era troppo obsoleto per sperare in nuovi aggiornamenti.

Il cellulare è stato spedito in una busta di quelle imbottite, la scatola del cellulare era a sua volta protetta da un'ulteriore scatola, mentre il caricabatterie era a parte

Il cellulare è stato spedito in una busta di quelle imbottite, la scatola del cellulare era a sua volta protetta da un’ulteriore scatola, mentre il caricabatterie era a parte

Visto che però, nonostante tutti questi problemi, sono comunque riuscito ad usare questo smartphone per 4 anni, visto che il mio stipendio non è più così tremendamente basso, e visto che mi trovo nella patria della tecnologia; questo giro volevo puntare per un cellulare decisamente più prestante. Cercavo qualcosa ai livelli di un top di gamma, abbastanza popolare da avere un buon supporto della comunità, volendo però non esagerare col prezzo soprattutto per non dovere piangere troppo in caso di caduta o rottura.

Dati questi requisiti, pensavo di aspettare il rilascio di fine anno della serie Nexus. Purtroppo Google deve essersi accorta che ormai il suo sistema operativo è abbastanza popolare, e quindi ha deciso di smettere di rilasciare cellulari a prezzo di fabbrica. Ho quindi iniziato a guardare le alternative. Il vecchio Nexus5, anche se di un anno fa, rimaneva comunque uno dei più appetibili come rapporto qualità/prezzo. Purtroppo, qua in America, è andato fuori disponibilità praticamente subito dopo il lancio del suo successore.

Avevo quindi iniziato a guardare un po’ di cellulari LG, principalmente per la loro politica favorevole al root. Mi sono però reso conto di essere nella patria dei cellulari a contratto e delle frequenze fuori standard.

Mi spiego meglio, il modello americano si appoggia molto ai contratti biennali. Firmi un contratto, paghi una quota iniziale più un canone mensile e ti danno un cellulare. Non male, se non fosse che il mio contratto di lavoro è di un solo anno.

Una volta aperta la scatola si trova: il cellulare, un cavo USB piatto, il ferretto per estrarre la SIM e i due adattatori per micro e nano SIM

Una volta aperta la scatola si trova: il cellulare, un cavo USB piatto, il ferretto per estrarre la SIM e i due adattatori per micro e nano SIM

Il secondo problema è che qua le frequenze per internet 3G e successivi sono diverse da quelle del resto del mondo. E a quanto pare nei cellulari non c’è abbastanza spazio per farci stare tutte le antenne necessarie. Quindi ogni cellulare esce tipicamente in due versioni, una per gli USA e una per il resto del mondo. Alcuni cellulari escono addirittura in 3 o 4, una per tutto il mondo ed una per ciascuna delle maggiori compagnie statunitensi.
Il rischio è quindi di comprare il cellulare sbagliato e, caso molto raro, non poter telefonare (principalmente con Verizon che usa il sistema CDMA al posto del GSM) oppure, caso praticamente certo, avere un cellulare che non è in grado di usare internet 3G e LTE.

Questi due problemi congiunti fanno inoltre si che trovare cellulari sbarndizzati qua sia tremendamente difficile.

Alla fine la soluzione è arrivata con un amico che ha comprato il onePlus ed ha ricevuto un paio di inviti. Spiego meglio. Questo cellulare è prodotto da una piccola azienda che non riesce a tenere testa alla richiesta. Quindi, un po’ per farsi pubblicità al lancio, un po’ per saggiare il mercato, ed un po’ per controllare la richiesta, vendono solo su inviti. Una volta che compri il cellulare puoi ricevere un piccolo numero di inviti da poter dare ad amici, che a loro volta potranno comprarlo.

OnePlus a confronto con una banconota da 5 € e con una da 1$

OnePlus a confronto con una banconota da 5€ e con una da 1$

Il cellulare in questione è di dimensioni decisamente generose, 5,5 pollici. Il che al momento mi aveva lasciato molto perplesso. Però dal rapporto qualità/prezzo ai livelli dei vecchi Nexus. Ho quindi deciso di provare.

Devo dire che sono decisamente felice dell’acquisto, il cellulare funziona bene. Effettivamente è grande, ma non troppo grande da dare fastidio in tasca, soprattutto perché è veramente leggero e sottile. È però al limite per poter essere usato con una mano sola. Dal punto di vista delle prestazioni invece nulla da dire: il GPS si collega in un lampo, la ricezione è buona ed il display ha una qualità veramente alta.

OnePlus, il caricabatterie è contiene il libretto di istruzioni, a differenza del cellulare che ne è sprovvisto

OnePlus, il caricabatterie è contiene il libretto di istruzioni, a differenza del cellulare che ne è sprovvisto

La batteria poi mi ha stupito. Pochi giorni fa mi sono trovato a viaggiare. Ho usato il cellulare la mattinata intera per controllare la cartina e col GPS sempre attivo a registrare il mio percorso. Ho poi usato pesantemente il browser per controllare posta e navigare in internet un paio d’ore durante l’attesa dell’aereo. Alla fine mi sono visto una puntata di un telefilm in streaming. Tutto il giorno (escluse le due ore in volo) con la connessione dati attiva e sono arrivato a casa che la batteria era veramente bassa, ma a cellulare acceso.

L’unica cosa che direi gli manca è la ricarica wireless. Mi piacerebbe davvero l’idea di poterlo ricaricare semplicemente appoggiandolo su una basetta. Ma più per comodità, perché non è che sia un problema reale doverlo attaccare allo spinotto. Forse è un po’ grande, magari un 5 pollici sarebbe più maneggevole. Ma comunque sono soddisfatto, è un acquisto che rifarei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*